Se c’è una regola aurea nel mondo del vino è che tutto è relativo. Niente è assoluto, o valido per tutti. La formula taglia unica non esiste. Ciò che è perfetto per uno è da evitare come la peste per un altro. Questione di obiettivi, di stile produttivo, di filosofia personale. Chi pensa che la chiusura ideale di un vino d’alta gamma possa essere solo il tappo in sughero monopezzo non oserà mai mettere un tappo a vite sulle sue bottiglie più pregiate. Chi crede che il grande vino possa evolversi solo in legno guarderà con diffidenza chi invece usa altri contenitori, dal cemento alla terracotta all’acciaio. E il bello del mondo del vino è anche questo: c’è posto per tutto e per tutti.
Read MoreGraziano Pra
I cinque produttori a Villa Sorio di Gambellara (VI), dove hanno condotto una degustazione comparata di vini chiusi con tappi in sughero e tappo a vite. In assaggio: Tunina 2013 (Jermann), Alto Adige Pinot Nero DOC “Schweizer” 2015 (Franz Haas), Soave Classico, (Prà), “Monleale” 2016 (Walter Mass)a e un sorprendente “Sauvignon” 2007 (Pojer & Sandri)
Gli Svitati
Ci mancavano gli svitati, nel mondo del vino. Ora abbiamo anche quelli. Ma con la S maiuscola. Finalmente.
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